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Ying è una prostituta di Wunan, che decide di traferirsi con un breve permesso di soggiorno a Hong Kong: qui non conosce nessuno e nessuno, neppure la città, sa della sua esistenza. In questo nuovo scenario, incontra altre tre persone giunte a Hong Kong dalla Cina continentale: Yan, un’insegnante di danza che ora lavora come addetta all’ascensore in un ristorante, Jian, il ragazzo di Yan, impiegato in un negozio di video porno e, infine, Chun che di mestiere ripara ascensori. Tra bordelli d’infimo ordine e karaoke deserti, le loro vite si intrecciano e prendono direzioni diverse..

Nato e cresciuto a Liverpool in una modesta famiglia dalle origini irlandesi, Ian Hart si è formato nelle rigide istituzioni cattoliche della sua città, alternandovi come unica trasgressione i corsi di arte drammatica del Mabel Fletcher College of Music and Drama. L’ambiente dei docks e la coscienza cattolica ne fanno un efficace e realistico caratterista del tipico ragazzo di Liverpool, tanto che la prima notorietà la acquisisce interpretando una delle incarnazioni simboliche assolute della città e della stessa storia della musica. Nell’arco di soli due anni interpreta per ben due volte la figura di John Lennon, prima nel prodotto televisivo The Hours and Times (ricostruzione ipotetica del rapporto fra Lennon e il manager Brian Epstein) e successivamente in Backbeat Tutti hanno bisogno d’amore, drammatizzazione delle origini dei Beatles dal punto di vista del primo batterista Stuart Sutcliffe, tragicamente scomparso a ventidue anni.

Ma quando arriva lui, il divo pugliese, l’applauso scroscia spontaneo ed è allora che comincia il vero spettacolo.Paolo Mereghetti introduce l’attore e il regista come i realizzatori del più grande successo al botteghino della storia cinematografica italiana (Che bella giornata). Poi fa subito riferimento al tema del dibattito, “Una risata ci seppellirà”, e chiede ad entrambi qual è la formula del successo dopo tanti, troppi cinepanettoni scontati.Ci sono i furbi, che escono dai film di Checco Zalone storcendo il naso e plaudendo con sarcasmo alla bella trovata di fare un film sui luoghi comuni dell’italiano medio e razzista, e poi ci sono gli onesti che ammettono di essere morti del ridere e vedono nella comicità di Luca Medici alias Checco Zalone un ritratto assolutamente autentico e spietato delle magagne del nostro paese. Intanto, Medusa ha già pronte oltre le 600 copie di Che bella giornata, passibili di crescere ancora, da qui al 5 gennaio.

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