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State intervention in favour of the rural sector is thus seen as a sine qua non for rural development. This volume takes a look at the development experiences of the various sectors of the rural economy of NER. Issues like people participation, rural industrialization, marketing, entrepreneurship, tourism, technology, cooperation, education, gender and poverty are analysed in the light of development experiences of NER.

Autori che partecipano di quel rinnovamento generazionale annunciato da Thierry Frémaux e ribadito dalla programmazione di Un Certain Regard con sei opere prime in concorso.Il Festival di Cannes, arrivato alla sua settantunesima edizione, riserva quest’anno sotto il glamour e le paillettes uno spazio fisico e intellettuale dove ripensare il cinema e prendersi cura dei suoi autori.La presenza del regista russo Serebrennikov, così come quella di Jafar Panahi o l’allineamento del festival a favore di Terry Gilliam nella battaglia dei diritti intorno al suo Don Quichotte, testimoniano un’edizione di grande sensibilità (e solidarietà). La maniera di evocare apertamente le miserie e le traversie della Russia contemporanea non sono state perdonate a Kirill Serebrennikov che esprime da sempre e senza paura la sua opposizione al regime attuale. Un regime che lo costringe ai domiciliari dal 23 agosto scorso.

DA CINETECA 5 stelleC veramente poco da aggiungere a quanto gi detto negli anni a proposito di questa immensa commedia qual “Fantozzi”, eppure la sua stupefacente attualit fa si che il capolavoro del Villaggio, ancora oggi, a quarant di distanza dall nelle sale cinematografiche, contagi con la sua pessimistica comicit generazioni e generazioni di cinefili o di semplici amanti del genere.Raggiunto (forse) solo dal suo seguito diretto (“Il secondo tragico Fantozzi”), “Fantozzi” non ha proprio nulla da spartire con la successiva e pigra produzione dell serie, presentandosi non come una semplice commedia italiana, bens con LA commedia italiana. Il capolavoro nato dalla brillante collaborazione Salce Villaggio (tristemente quanto inefficacemente emulata poi dalla fallimentare collaborazione con Neri Perenti) mostra senza compromessi la dura realt del tipico “italianetto d tempi”, ossia dell costretto da un lavoro che non lo gratifica, ne lo nobilita in alcun modo (ma che piuttosto lo logora) e che costretto ad abbassare il capo dinanzi ai continui atti di “mobbing” (o sfruttamento) dei vezzosi quanto crudeli superiori, e che dunque riversa tutta la sua frustrazione (che poi quella dell “casta” da lui rappresentata) sulla famiglia (in particolare sulla moglie, che mai lo ha amato, bens semplicemente “stimato”).”Fantozzi” pi che una semplice commedia, essa una vera e propria parabola storiografica che riporta su schermo, seppur con tragicomico surrealismo, la vita ordinaria di un uomo reso schiavo, per sua stessa mano, della vita di tutti i giorni.Ad un immenso Paolo Villaggio (nella parte, ovviamente, della sua creatura il ragioniere Ugo Fantozzi) si affianca un grandissimo Gigi Reder (nella parte del ragioniere Filini), il vuoto della cui dipartita giammai verr colmato. Si inaugura cos il duo che riscriver la storia del cinema comico italiano e mondiale.Nulla da eccepire circa l comparto sonoro, a proposito del quale spicca la “Ballata di Fantozzi”, tema di apertura e chiusura del film cantata dal Villaggio stesso.In conclusione, “Fantozzi” un film senza tempo, la cui brillante e acuta comicit difficilmente, al giorno d risulta possibile ritrovare in una qualsivoglia commedia, genere ormai cos crudelmente inflazionato.Diretto da LUCIANO SALCE.

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